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GIOCHI, STRUMENTI E SUSSIDI DIDATTICI PER LE SCUOLE. DISLESSIA E HANDICAP PER SOGGETTI IN ETà SCOLARE - SOFTWARE PER LE AMMINISTRAZIONI SCOLASTICHE

da: www.chioggia5circolo.it/RiflessioniPsicoPed/as%200405/Dislessia/

LA  DISLESSIA: difficoltà e disturbi della

letto scrittura.

TRACCE INFORMATIVE  E SPUNTI PER L'APPROFONDIMENTO

 

 

Distinguere le difficoltà dai disturbi specifici:
 


LE DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

 

Sono caratterizzate da:
esecuzione lenta, capacità di pianificazione e organizzazione del lavoro molto scarsa,
demotivazione, prestazioni minime…

 ne soffre 1 alunno su 5 ( + maschi che femmine)

Le Difficoltà di Apprendimento sono definite come “Ritardi ASPECIFICI” e sono correlate a:

    -           modeste potenzialità intellettive

-        deprivazione socio-culturale-linguistica

-        fattori emotivo-affettivo-motivazionali

-        inibizioni intellettive od emotive

I DISTURBI SPECIFICI dell’APPRENDIMENTO (DSA)
o LEARNING DISABILITIES (LD):

-        DISLESSIA ACQUISITA -        DISGRAFIA -        DISCALCULIA -        DISTURBI della MEMORIA DISTURBI della COMPRENSIONE  -  DISPRASSIE - DISLESSIA EVOLUTIVA - DISORTOGRAFIA

 

I DSA derivano da una DISFUNZIONE (o da diverso funzionamento)
del Sistema Nervoso Centrale intrinseca all’individuo
e sono originati da alterazioni di natura neurobiologica.

I DSA non sono correlati ad alcun tipo di  Ritardo Mentale:

RM lieve : QI  55/70

RM medio : QI 40/55

RM grave : QI 25/40

RM gravissimo : QI inf. a 25

NON SI TRATTA DI  DSA se:

-   il QI è inferiore a 70

-      è presente Svantaggio socio-culturale
 

INDICI PREDITTIVI del DSA:

-        familiarità

-        ritardi  neuromotori

-        impatto negativo con la scuola e difficoltà emotive

-        ritardo di linguaggio

-        disturbi in gravidanza

 

TRE CARATTERISTICHE TIPICHE nel bambino con DSA:

        interazione sociale limitata

                                          difficoltà di auto attribuzione e di percezione sociale

  deficit di auto regolazione

GLI INTERVENTI per i DSA

                     Non possono essere RIABILITATIVI in quanto le abilità non sono andate perdute
                        (piuttosto NON si sono sviluppate nel modo consueto),

                      ma possono essere:
 

                     COMPENSATIVI

                  DISPENSATIVI

                          ORTOPEDAGOGICI

                            con vari tipi di approccio

             centrati sul FOCUS (obiettivo su cui lavorare):

-        approccio cognitivista

-        comportamentale

-        psicolinguistico

-        metacognitivo

-        psicodinamico

-        sistemico

-        psicosociologico

 

LA DISLESSIA

(DISTURBO SPECIFICO dell’APPRENDIMENTO
della LETTURA)

E' un disturbo di DECODIFICA (velocità – correttezza) non di comprensione.

La DISLESSIA EVOLUTIVA si manifesta nel processo di apprendimento della letto-scrittura

La DISLESSIA ACQUISITA è conseguente ad eventi patologici con lesioni corticali

LE CAUSE 

della DISLESSIA EVOLUTIVA


sono molteplici, NON lesionali
sono congenite
interessano il piano NEUROBIOLOGICO
sono dovute alla
mancanza di alcune funzioni necessarie ai processi di transcodifica e di automatizzazione  

INCIDENZA: 1 alunno per classe

 

Lo specialista diagnostica una DISLESSIA

 (secondo le 5 condizioni dell’OMS) quando:

-        il QI è nella norma (tra 85 e 115)

-        il livello di lettura è significativamente distante dalla media

-        non ci sono disturbi neurologici o sensoriali

-        il disturbo è persistente nonostante gli interventi scolastici

-        il disturbo dà conseguenze nella scolarizzazione
 

L’INSEGNANTE può ipotizzare una DISLESSIA quando l’alunno:

-        commette molti errori, salta righe e parole, confonde suoni simili e diversamente orientati

-        è molto lento, si stanca, apprende con grande difficoltà il meccanismo della letto-scrittura

-        ha difficoltà ad imparare le tabelline, i giorni della settimana, i mesi, l’alfabeto, le stagioni..

-        confonde destra con sinistra, non capisce il tempo

-        opera conglutinazioni, elisioni, omissioni

-        spesso confonde i numeri

-        ha un linguaggio verbale povero e non memorizza i termini  difficili

-        non ricorda la grammatica

-        ha problemi psicologici e di adattamento come conseguenza del suo disturbo

-        ha difficoltà ad imparare le lingue straniere

-        ha problemi di attenzione e di concentrazione

(depressione, chiusura, inibizione, somatizzazioni, rifiuto della scuola, reazioni aggressive…)

_______________________________________

NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA

         un  dato predittivo che identifica un fattore di rischio per la DISLESSIA è

            IL RITARDO DI LINGUAGGIO

      In PRIMA classe della scuola PRIMARIA

      si può ipotizzare una futura dislessia:

-        se a metà della prima c’è un livello di acquisizione molto basso

-       se viene proposto nei tre mesi successivi un incremento di stimolazione
   e tuttavia le difficoltà non  sembrano modificarsi

  (nonostante il rinforzo, le acquisizioni non sembrano mai stabili).

Nella DISLESSIA

sono compromesse le

ABILITA’ FONOLOGICHE (difficoltà ad analizzare i suoni)
e le competenze MORFOSINTATTICHE
(difficoltà a riconoscere la forma della parola nella frase).

E’ scadente la MEMORIA FONOLOGICA a Breve Termine.

Problemi nella DECODIFICA (velocità)

               sia nella ACCURATEZZA

                          sia nella AUTOMATIZZAZIONE

Secondo Bakker:

DISLESSIA di tipo L (disf. linguistiche -  emisfero SX): lentezza ma accuratezza

DISLESSIA di tipo P (disf. visive – emisfero DX): velocità adeguata ma non accuratezza.

BASI BIOLOGICHE:
nei soggetti con dislessia sono state scoperte alcune piccole esfoliazioni
(non lesioni) del tessuto corticale con variazione del substrato neuronale.

Origine GENETICA PREVALENTE.

testo consigliato:

LA DISLESSIA E IL MOMENTO LETTURA

Bambini in difficoltà. Esperienze e proposte di intervento nella scuola e in famiglia


In questi ultimi anni "dislessia" è diventato di uso comune ogni qualvolta gli educatori si trovino di fronte a bambini che, pur non presentando un ritardo intellettivo, hanno difficoltà ad apprendere la lettura.
La ricerca vuole rivolgersi agli insegnanti - scuola materna ed elementare - e ai terapisti. Agli insegnanti di scuola materna si sono mostrati disponibili a un potenziamento dei loro programmi e che attraverso il giro vissuto soprattutto come momento di lavoro guidato e finalizzato, offrono ai piccoli l'occasione di allargare le loro esperienze affettive e conoscitive.
Agli insegnanti elementari che, di fronte ai difficili problemi che il rapporto con gli alunni pone quasi ogni giorno, si trovano a dover operare in prima persona senza avere però un aiuto esterno o l'esperienza necessaria per intervenire adeguatamente.
www.agenziapagano.it

 

 

LA DISGRAFIA

E' un DS dell’apprendimento della scrittura

-        Riguarda il GRAFISMO con impossibilità di rilettura e di autocorrezione.

-      La  Scrittura è molto irregolare; scorretta la prensione della matita; mal posizione del corpo; spesso gomito non appoggiato; busto troppo inclinato;

mancata funzione vicariante dell’altra mano.

-        Incapacità a mantenere i margini del foglio e ad utilizzare lo spazio (salite e discese dal rigo)

-        Pressione non regolata

-        Difficile copia da modelli, soprattutto dal verticale all’orizzontale

-        Scrittura disarmonica, incerta, a scatti.

 

E’ DISGRAFIA o SEMPLICE RITARDO?

Il ritardo migliora con la stimolazione intensiva

(attività pregrafiche e visuo-grafo-motorie).

La disgrafia invece necessita di aiuto specialistico.

Nella DISGRAFIA sono presenti DISFUNZIONI

                nei seguenti ambiti:

-        ORGANIZZAZIONE SPAZIALE

-        ORGANIZZAZIONE TEMPORALE

-        SCHEMA CORPOREO

-        INTEGRAZIONE SPAZIO-TEMPORALE

-        ORIENTAMENTO SINISTRA-DESTRA

-        COORDINAZIONE MOTORIA

-        MEMORIA E ATTENZIONE

-        DOMINANZA LATERALE

-        PERCEZIONE

E’ utile avvalersi di QUADERNI a RIGHE di QUINTA o a quadretti CENTIMETRATI
con SUPPORTO CROMATICO.

COSA FARE PER DISLESSIA e DISGRAFIA?

-        Circoscrivere il problema (il bambino è intelligente e competente in altre aree)

-        Attendere alcuni mesi prima di segnalare agli specialisti

-        Tentare un recupero didattico

-        A casa affidare il bambino ad un insegnante per i compiti pomeridiani
(per evitare stress e conflitti tra madre e bambino che sembra "fare apposta"
a non recepire le indicazioni)

-        Tener conto della delusione dei genitori

-        Anche se il metodo di insegnamento di per sé non è rilevante nell’origine della dislessia, ricordare che tuttavia può complicare le cose al bambino (come ad esempio il metodo globale)

IN CLASSE PRIMA:

- Il bambino detta all'insegnante ecc.

-        Stimolare le competenze fonologiche (giochi verbali)

-        Non presentare 3 tipi di carattere insieme

-        Preferire lo stampato maiuscolo e solo quando sono acquisite tutte le lettere passare allo script

-        Usare un quaderno a righe di quinta a parte per l’allenamento individuale

-        Proporre periodicamente le prove di scrittura spontanea come verifica

-        Usare la video – scrittura

-        Adottare strumenti compensativi (computer, registratore, schemi...)

-        Adottare misure dispensative ( ridurre i compiti, schematizzare...)

-        Utilizzare un universo linguistico stabile

-        Lasciare modelli cui confrontare le proprie produzioni

-        Non umiliare con troppe correzioni

-        Non far leggere a voce alta in classe

-        Leggere al bambino

 



KIT Dislessia e trattamento sublessicale (LIBRO + CD-ROM)
ISBN: 978-88-6137-028-9
Prezzo: € 97,80
 


Dislessia e trattamento sublessicale
pp.272
cm 21x29,7
ISBN: 978-88-7946-803-9
Prezzo: € 21,00
 

   

Dislessia e trattamento sublessicale (CD-ROM)
ISBN: 978-88-6137-003-6
Prezzo: € 78,00
 
   




 
 
KIT Dislessia e trattamento sublessicale (LIBRO + CD-ROM)
 
IL LIBRO:
Primo programma studiato specificamente per il trattamento sublessicale della dislessia. Si tratta di un materiale semplice e di utilizzo immediato che può essere impiegato anche dai genitori o dagli insegnanti senza l’aiuto di un operatore specializzato. Lo scopo del programma non è quello di insegnare a leggere, ma di intervenire sui bambini che leggono stentatamente, lentamente o facendo molti errori; per questo propone numerosi esercizi per il consolidamento di strategie di lettura che consentano di automatizzare l’identificazione delle sillabe e di abbandonare la strategia di conversione grafema-fonema. Il programma è strutturato in sei specifiche aree di lavoro indipendenti, che permettono di realizzare percorsi individualizzati in base alle problematiche espresse da ogni singolo bambino. In ogni unità, oltre alle schede operative, sono raccolti alcuni materiali per l’operatore e una lettera che il personaggio guida indirizza direttamente al bambino, per motivarlo e farlo sentire immediatamente protagonista del suo percorso di apprendimento.

IL CD-ROM:
Questo software, tratto dall’omonimo volume (Erickson, 2005), mira a sviluppare
e migliorare le abilità di lettura applicando il metodo sublessicale. Rivolto ai bambini con dislessia o accentuate difficoltà di lettura, il programma offre materiali di utilizzo immediato e di facile impiego anche per genitori o insegnanti. Le 7 specifiche aree in cui sono suddivise più di 300 attività sono state strutturate pensando soprattutto
al consolidamento di strategie di lettura che consentano di automatizzare l’identificazione delle sillabe e di abbandonare la strategia di conversione grafema-fonema.
La possibilità di ascoltare con la sintesi vocale la corretta pronuncia di suoni, sillabe, gruppi ortografici complessi, parole e brevi racconti consente inoltre al bambino di disporre costantemente di un modello di lettura corretta e di poterlo riprodurre con maggiore facilità, riascoltandolo quando necessario.
Un ulteriore stimolo nelle attività è dato dalla presenza della figura-guida di Martina, la simpatica lumachina spaziale che motiva e sostiene il bambino nei momenti di difficoltà dandogli i feedback e guidandolo nelle rifl essioni sul proprio lavoro. Ampio spazio è dedicato anche all’adulto che, nella sezione gestionale a lui dedicata (Ctrl+o) ha la possibilità di verificare l’andamento del bambino nelle varie attività,
personalizzando il suo percorso con nuovi esercizi.
 

 

ESEMPI DI GIOCHI ESERCIZI

per l’intervento fonologico a scuola:

-        Educare ad ascoltare e analizzare (gioco dei RITMI – attesa – silenzio)

-        Vocalizzare, giocare con la voce e le vocali

-        Tracciare i grafemi nell’aria

-        Usare RIME e SCIOGLILINGUA

-        Fare lo SPELLING ritmato

-        Indovinare la fusione (blending)

-        Gioco del CAMBIALETTERA (solo una per volta)

-        Usare le NON PAROLE

-        Giochi verbali (sillabici e fonetici): il bastimento

-        Il gioco delle sillabe finali (catene di parole)

-        Chi se ne accorge? (individuare fonema o sillaba richiesta tra le parole pronunciate)

-        Indovinare la lunghezza delle parole

-        Completare parole (finali, parti centrali)

-        Parole crociate

-        Composizione e scomposizione parole con materiali

-        La frase BLOCCATA

-        Il CLOZE (cosa manca)

-        Leggere fiabe classiche

-        Fare lettura individuale silenziosa quotidiana senza controllo

-        Accettare anticipazione di significato

-        Giocare al mercato con scritte conosciute

-        Lettura a coppie con tutor

-        Leggere liste di sillabe (audiometodo) e parole.

Preferire questo ORDINE DI PRESENTAZIONE DEI GRAFEMI

(che rispetta il tempo di consolidamento cerebrale):

I  O  A  U (E)

R  T  S  (E)  P

M  N  F  D  V  L  G  B  C

W  H  Q  X  K  Z

Ricordare che:

- E’ più difficile per lui riconoscere  CANE/PANE piuttosto che CANE/CASE.

- Il bambino NON percepisce le gemellate (doppie).

- Il sistema di regole linguistiche del bambino è diverso da quello dell’adulto.

- Sono utili la ridondanza ortografica, sintattica e semantica.

- E' utile presentare CHI-CHE come unità sillabiche a sè stanti, senza confrontare con CI-CE.

A 6 anni il bambino utilizza circa 3.000 parole ma ne comprende 20.000 (vocabolario passivo)

- un adulto circa 75.000     

ASPETTI PSICODINAMICI

La parola realizza l’onnipotenza del pensiero.

(Leggendo si vede la parola e la voce).

Guardare è come scoprire il mistero.

La parola mantiene le caratteristiche dell’oggetto.

Leggere è SOGNARE ad occhi aperti:

è tollerare il LUTTO di poter parlare dell’oggetto senza possederlo.

La lettura ripete il processo di conoscenza del corpo materno: i libri sono simboli femminili.

Relazione tra LEGGERE E MANGIARE.
("Ho divorato quel libro"
"Quel libro è indigesto")

Impulsi di tipo orale.

Scrivere invece è lasciare una traccia / sporcare

creare / partorire

La parola scritta ha una componente aggressiva, ansiogena.

A scuola si apprende in una situazione socializzante:
ciò è angosciante e richiama invidia, aggressività,
        gelosia, identificazione.
 

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